FAQ – Domande e Risposte

Chi può venire in ashram?

Chiunque! Basta che avvisi almeno il giorno prima per le giornate non residenziali e almeno 7/15 giorni prima per le giornate di “vita di ashram” residenziali.

Cosa si fa e cosa si può fare in ashram?

In ashram si possono praticare lezioni di yoga e/o meditazione; si può interagire nelle attività quotidiane (fare dei piccoli lavori di routine, preparare il pranzo o la cena, mangiare insieme, ecc.); si può semplicemente visitare il luogo per un’ora o per l’intera giornata, ammirare il paesaggio; si può passare un certo periodo di tempo in maniera residenziale.

L’ashram è o diventerà una comunità?

Si.

Una comunità dove si vive in armonia e in pace?

Ce lo auguriamo!

Quindi lo scopo dell’ashram è vivere insieme in maniera armoniosa dove tutte le persone si vogliono bene, ecc ecc?

NO! Lo scopo dell’ashram è lo yoga, vivere lo yoga nella quotidianità, sperimentare i vari aspetti dello yoga, tutto il resto è una conseguenza.

Cosa significa che lo scopo principale è lo yoga?

Significa che si cerca di coltivare, ci si sforza o ci si allena ad abituarsi a essere consapevoli, ad accorgerci di quello che ci succede. Ci si allena ad avere abitudini diverse da quelle che abbiamo nella nostra vita quotidiana. Ci si allena al distacco dal frutto dell’azione. Ci si allena a coltivare le qualità opposte (pratipaksha bhavana). Ad esempio se siamo arrabbiati, coltiviamo la calma; se abbiamo paura, il coraggio ecc. Ci si allena al discernimento.

Ci si allena al “sanyam” alla moderazione, che serve affinché le dimensioni della personalità umane e lo stile di vita vengano resi armoniosi e migliorati. Le nostre qualità negative, le nostre emozioni negative, non sono considerate il male assoluto da combattere, ma energia, potente energia che può essere trasformata e canalizzata in una direzione creativa ed equilibrata. Per cui in ashram non si cerca di fare quello che si fa tutti i giorni nella vita sociale o mondana, ma si cerca il più possibile di essere.

Nella vita di tutti i giorni si è abituati ad evitare ogni forma di conflitto, nel senso che ricerchiamo e vogliamo solo quello che ci piace ed evitiamo ogni cosa, persona o situazione che non ci piace. Questo è normale. Ma in ashram non vi è questo procedimento.

In ashram niente può essere evitato. L’unica cosa che si può fare in ashram è cercare di comprendere se stessi.

Per cui se qualcuno ci sta antipatico, in ashram prima di tutto ne diveniamo consapevoli e poi invece di dire: “ah se non ci fosse questa persona quanto si starebbe meglio!” o cose del genere, si rivolge la seguente domanda a noi stessi, o si cerca di farlo: “come mai questa persona mi fa saltare i nervi? Cosa rappresenta per me questa persona? Cosa di me stesso/a che non vedo, questa persona mi sta facendo vedere?”

In ashram non si rifiutano le situazioni negative, ma ci si abitua ad esse come a un aspetto naturale della vita. Ci si allena ad osservarle come si osservano “le auto che passano lungo la strada”. Facendo sempre l’esempio dell’auto: essa ci porta ovunque e questo è bene, ci ha facilitato molto la vita e ci ha permesso di essere più liberi e di fare più cose, più esperienze nell’arco di una vita (100 anni fa ci si spostava solo a piedi o a cavallo!), al tempo stesso però, l’auto inquina, ha dei prodotti di rifiuto. Se pensiamo a livello dell’automobile questo processo ci sembra normale, ma pensare che lo stesso procedimento è dentro di noi è molto più difficile.

Infatti insieme alle nostre qualità positive ci sono in noi aspetti negativi, conosciuti nello Yoga come i cinque fuochi o i sei nemici. Essi sono: Kama (passione, desiderio intenso), Krodha (rabbia), Lobha (avidità), Moha (infatuazione), Mada e Matsarya (arroganza invidia e gelosia). Queste forze praticamente in tutte le persone legano, creano attaccamento, manie, conflitti, ecc. In yoga queste forse possono essere accettate, comprese, trasformate e canalizzate nella giusta direzione e da problemi diventano un’opportunità e l’ashram è il luogo più adatto per sperimentare questo e fare questo training.

Quando si riescono a gestire, a comprendere, le emozioni negative si libera energia necessaria per manifestare tutte le qualità positivo-creative e tutto questo ci aiuterà a vivere una vita migliore, con più armonia, più creativa e costruttiva.

Per saperne di più su questo argomento:

https://yogapanorama.blogspot.com/2014/12/educazione-alla-vita.html

http://www.yogamag.net/archives/2020s/2020/isep20/62.html